NUTRIRE LA SALUTE DEL FUTURO

I nutraceutici sono quei principi nutrienti contenuti negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute. Si trovano in natura, ma la trasformazione industriale tende ad azzerarli.

I nutraceutici possono essere estratti, sintetizzati e utilizzati per gli integratori alimentari, oppure addizionati negli alimenti. Più raro è trovarli negli alimenti in maniera naturale e in quantità sufficienti ad ottenere dei benefici.

Gli alimenti nutraceutici vengono comunemente anche definiti alimenti funzionali, alicamenti, pharma food o farmalimenti.

I prodotti nutraceutici sono derivati alimentari ai quali si attribuiscono, oltre al valore nutrizionale di base, uno o più benefici aggiuntivi.

A seconda della giurisdizione, i prodotti nutraceutici possono essere definiti come “preventivi delle malattie croniche, migliorativi della salute, ritardanti il processo di invecchiamento, favorenti la longevità o sostenitori di alcuni apparati o funzioni corporee”.

Analizziamone le due categorie principali: i supplementi dietetici, detti anche integratori, e gli alimenti funzionali.

I nutraceutici sono di frequente alimenti vegetali
Gli alimenti vegetali costituiscono più di tre quarti del fabbisogno nutrizionale

SUPPLEMENTI DIETETICI

Si tratta dei veri e propri integratori alimentari. In Italia, per integratori alimentari si intendono: “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibra ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate” (cit. www.salute.gov.it).

In Italia, gli integratori alimentari devono essere approvati dal Ministero della Salute e citati nell’apposito registro.

Con poche eccezioni, gli integratori alimentari vengono commercializzati per sostenere la struttura o alcune funzioni corporee, senza citare o lasciar intendere di poter curare malattie o condizioni morbose.

Anche l’etichetta deve rispettare alcuni requisiti ben precisi; primi fra tutti quelli dell’Unione Europea e in secondo luogo i nazionali.

 

COSA SONO GLI INTEGRATORI?

Gli integratori alimentari non sono altro che i normali “nutrienti”. Sono sostanze comunemente presenti nel cibo che abitualmente consumiamo, selezionate e concentrate industrialmente sotto forma di capsule, compresse, tavolette, bustine, bevande o altro.

Lo scopo e’ di consentire più facilmente la copertura del fabbisogno giornaliero di determinate molecole o sostanze.

Gli integratori potranno quindi contenere: vitamine, sali minerali, zuccheri, proteine o aminoacidi, acidi grassi, “proenergetici” (carnitina, creatina, carnosina, ecc.). La loro scelta, come già detto, dipenderà dagli obiettivi che ci si prefigge e dal tipo di attività svolta.

Un integratore alimentare diventa utile quando vi sia un ragionevole dubbio che ciò che mangiamo non sia in grado di soddisfare il nostro fabbisogno, ossia non riesca a coprire le necessità minime di alcuni

nutrienti specifici necessari all’organismo per poter funzionare rego- larmente:

-copertura del fabbisogno energetico -copertura del fabbisogno plastico -recupero delle perdite idro-saline

-ottimizzazione dei processi metabolici

-recupero dallo stress ossidativo e dalla produzione di radicali liberi.

QUANDO GLI ALIMENTI SONO DEFINITI FUNZIONALI?

Quando, al di là delle proprietà nutrizionali di base, è scientifica- mente dimostrata la loro capacità di influire positivamente su una o più funzioni fisiologiche.

Prerogativa fondamentale degli stessi alimenti è anche quella di contribuire a preservare o migliorare lo stato di salute e/o a ridurre il rischio di insorgenza delle malattie correlate al regime alimenta- re.

La capacità di migliorare la salute ed il benessere di chi li assume, dev’essere quindi apprezzabile quando vengono assunti nelle porzioni previste da un normale regime alimentare.

Ne sono esempi il pomodoro, l’aglio, lo yogurt, i legumi, il salmone, le noci ed i broccoli. Per il neonato il miglior alimento funzionale esistente è il latte materno. Non rientrano nella categoria integra- tori ed alimenti dietetici, in quanto estranei alle normali abitudini alimentari della popolazione sana.

Mai come in questi ultimi decenni, nei Paesi industrializzati, vi è stata abbondanza di cibo.
Tale eccesso ha praticamente sradicato le patologie da deficit nutrizionali ma ha aperto le porte ad un’altra malattia, altrettanto preoccupante, chiamata obesità .

Perché allora la necessità di alimenti funzionali?

Perché in molti casi il cibo presente nelle nostre tavole è sì iperca- lorico, ma povero di sostanze essenziali per il nostro benessere come fibre, vitamine e sali minerali.
Inoltre è importante non sottovalutare la possibilità che alcune sostanze, seppur prive di valore nutrizionale, possano, da sole, contribuire a migliorare il livello di benessere generale dell’orgaismo.

In questa categoria non rientrano le vecchie vitamine, ma “sostanze di terza generazione” come l’inulina, i fruttoligosaccaridi, i probiotici, i flavonoidi ed altri agenti antiossidanti, le cui bene- fiche proprietà sono state scoperte in epoca relativamente recente.

In base alle definizioni date sinora la lista degli alimenti funzionali è pressoché infinita.

La fibra, in virtù delle sue proprietà prebiotiche, antitumorali e stabilizzanti sui valori glicemici, rende funzionali la maggior parte degli alimenti di origine vegetale.

Il ferro, la carnosina e la vitamina B12 fanno altrettanto con le carni, mentre a rendere funzionale il pesce ci pensa l’elevato contenuto in acidi grassi polinsaturi.

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